Alessandra Mastronardi non sarà ospite nell’evento, ma ci saranno Claudio Amendola e Elena Ricci, e si discutirà due dei proggetti che partecipa – I Cesaroni e Romanzo Criminale.

TEATRO-FICTION-CINEMA
Ci vorremmo tanto amare
Tre modi di raccontare l’Italia

26 ottobre, ore 20.45 – Teatro Eliseo
30 novembre, ore 20.45 – Piccolo Eliseo Patroni Griffi
21 dicembre, ore 20.45 – Teatro Eliseo

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Teatro, fiction e cinema. Tre forme di espressione artistica che si integrano, si compenetrano l’una nell’altra, convivono, spesso confliggono.
Nasce, da un progetto promosso dalla Fondazione Roberto Rossellini per l’Audiovisivo, presieduta da Francesco Gesualdi, e ideato dalla giornalista del Corriere della Sera Emilia Costantini, Teatro-Fiction-Cinema, Ci vorremmo tanto amare. Tre modi di raccontare l’Italia: un ciclo di incontri che si terrà al Teatro Eliseo con l’intento di aprire per la prima volta un confronto, magari polemico ma costruttivo, fra questi tre linguaggi, tre diversi modi di raccontare il nostro Paese. L’obiettivo è quello di creare una sorta di osservatorio, che riporti al centro della discussione la qualità. La prima serata, il 26 ottobre, sarà dedicata ai temi Crimine e Giustizia. La seconda serata, il 30 novembre, sarà dedicata ai temi Famiglia e Sanità-Malasanità. La terza serata, il 21 dicembre, ai temi Grandi biografie e romanzi storici. Agli incontri interverranno registi, attori, produttori, esponenti della politica ed esperti del settore tra cui:  Claudio Amendola, Lino Banfi, Alessandro Berdini, Luca Bernabei, Matilde Bernabei, on. Filippo Berselli, Carlo Bixio, Alessio Boni, Claudio Bonivento, Lando Buzzanca, Piero Campagna, Cristiana Capotondi, Ivan Castiglione, Roberto Citran, Davide Coco, Cristina Comencini, Paolo Conti, Fabrizio Costa, Michele Cucuzza, Mariangela D’Abbraccio, Rita Dalla Chiesa, Massimo Dapporto, Enzo De Caro, Giancarlo De Cataldo, Renato De Maria, Giuliana De Sio, Carlo Degli Esposti, Graziano Diana, Paolo Fallai, Antonello Fassari, Giuseppe Ferrara, Alberto Ferrari, Paolo Ferrari, Beppe Fiorello, Mario Gelardi, Massimo Ghini, Fabrizio Gifuni, Remo Girone, Sergio Giussani, Nicole Grimaudo, Simona Izzo, Daniele Liotti, Piero Maccarinelli, on. Alfredo Mantovano, Piero Marrazzo, Enzo Monteleone, Ana Caterina Morariu, Giampaolo Morelli, Umberto Orsini, Daniele Pecci, Michele Placido, Gigi Proietti, Vittoria Puccini, Stefano Reali, Elena Sofia Ricci, Stefania Rocca, Lina Sastri, Franco Scaglia, Francesco Scardamaglia, Giulio Scarpati, Roberto Sessa, Emilio Solfrizzi, Carola Stagnaro, Cinzia TH Torrini, Riccardo Tozzi.

La fiction è sempre più strategica nei palinsesti non solo delle reti generaliste, Rai e Mediaset, ma anche nelle pay-tv. È sempre più spesso nel mirino di accese polemiche sui giornali e nei talk show, che la vedono contrapposta al cinema e al teatro.
Per quanto riguarda il cinema italiano, l’accusa che viene mossa alla fiction è quella di catalizzare faraonici finanziamenti e spazi in tv, entrambi sottratti alla realizzazione e alla promozione delle opere del grande schermo. Va però detto che il cinema nostrano, frequentemente finanziato con soldi pubblici, non sempre riesce a raggiungere le grandi platee. La fiction, invece, quella di alto livello (e purtroppo non solo) raggiunge platee vastissime e, in certi casi, dà ossigeno proprio al cinema, producendo film (vedi La meglio gioventù, Il sangue dei vinti, Sangue pazzo, I viceré, recentemente Mi ricordo di Anna Frank, Il sorteggio, realizzati per il piccolo e per il grande schermo), ma anche rendendosi terreno di scambio per attori, sceneggiatori e registi che lavorano su entrambi i fronti, se non addirittura proponendosi come palestra di scrittura, regia, recitazione e altre discipline.
Per quanto riguarda il teatro, l’accusa che viene mossa alla fiction è che, contrariamente al passato quando negli sceneggiati brillavano i grandi interpreti del palcoscenico, ora vengono reclutati attori che non provengono da “scuole” serie e che quindi non sanno recitare. E non basta: gli attori nati nella fiction diventano poi protagonisti in palcoscenico, sottraendo spazi a chi il teatro lo fa da sempre. È anche vero, però, che alcuni beniamini della fiction sono nati proprio sulle tavole del palcoscenico e, proprio grazie alla popolarità raggiunta in tv, riempiono anche le sale di prosa.

Insomma, il dibattito è molto intenso e articolato. La maggiore imputata è la fiction, ma anche il teatro e il cinema non sempre sono di qualità. Soprattutto si discute animatamente su come il Paese Italia viene rappresentato: film, opere teatrali, fiction sono aderenti alla realtà o la distorcono? E quali messaggi sociali sono veicolati tramite questi tre linguaggi?

Qualche esempio. Nell’inverno scorso, è emersa un’aspra polemica su Romanzo criminale (prima film nelle sale, poi fiction su Sky e su Italia1) additato come modello negativo per tanti giovani, che ormai vanno perfino a scuola armati di coltello.
Sul quotidiano Avvenire veniva criticata l’immagine della famiglia italiana, rappresentata in serie-tv come I Cesaroni o Tutti pazzi per amore.
Inoltre recentemente, prima sul mensile di cinema Duellanti poi  sul Corriere della Sera, si riportava l’attacco di alcuni magistrati antimafia (Ingroia, Scarpinato) non solo contro le fiction, ma anche contro certi film che, a loro avviso, descrivono una realtà falsata della criminalità organizzata.

Polemiche, discussioni, dibattiti, scontri incrociati fra teatro, fiction e cinema: “Ci vorremmo tanto amare”, ma non sempre accade. Tutti i contendenti, però, alla fine convergono su un dato irrinunciabile: occorre alzare l’asticella della qualità.
Ecco allora l’intento di riposizionare al centro della querelle proprio il teatro, riconsegnandogli un ruolo di primo piano: il teatro è l’origine di tutto e dal teatro provengono di solito i migliori attori, autori, registi.
Il progetto consiste nella realizzazione di tre eventi aperti al pubblico, dove si mettano  sotto la lente di ingrandimento le tre forme di espressione artistica, ponendole in relazione fra loro e con la realtà del Paese.
Ad ogni evento i protagonisti (attori, registi, sceneggiatori, produttori, ma anche i direttori della fiction Rai, Mediaset, Sky, etc.) si confrontano fra loro e con i referenti politici e istituzionali dei temi trattati in film, opere di teatro e fiction,  rispondendo alle domande non solo di  giornalisti, critici, opinionisti,  ma anche a quelle degli spettatori in sala.

Dunque, un incontro-confronto aperto e propositivo fra teatro, fiction e cinema, per agevolare una collaborazione tra i diversi settori, per stimolare osservazioni e riflessioni non solo da parte degli addetti ai lavori, ma anche da parte della gente comune, quella che poi va a teatro, al cinema o segue la fiction in tv.

Un Commento
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Stefania
3 novembre, 2009 alle 12:31

A proposito d’ingressi gratis…..io ho trovato su internet stamattina i biglietti per la prima di questa sera dello spettacolo La notte dell’Angelo proprio al Teatro Eliseo di Roma.
Io ne ho presi due perchè purtroppo di più non si potevano.
Comunque può essere un ottimo modo di passare una serata diversa anche se non sono appassionatissima di teatro.

Un bacio…vi passo il link se vi interessano anche a voi. http://www.atrapalo.it/spettacoli/teatro-eliseo_l2578/

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