Alessandra Mastronardi: “Non mi vergogno di essere una vera bambocciona” – A tu per tu con la star ventiduenne dei Cesaroni
- Auttore: Kari |
- Categoria:
- I Cesaroni 2, Intervista
Intervista pubblicata da Visto.
“Non mi vergogno di essere una vera bambocciona”
“Sono alla seconda serie di una fiction di successo ma non guadagno abbastanza per vivere da sola. E, se non ce la faccio io, non vedo perché colpevolizzare una generazione”, racconta Alessandra Mastronardi.

Neanche l’amore va meglio: “Una delusione mi ha segnata”. E il compagno di set Matteo Branciamore? “Per me è poco orsetto…” È la domanda che, mettendosi davanti alla TV per vedere I Cesaroni, si faranno tutti: “Tra Eva e Marco si arriva al dunque oppure no?”. Alessandra fa la ritrosa, non vuole guastare la sorpresa a nessuno, e risponde di malavoglia: “Qualcosa si concretizza… Ma c’è un problema di tempi: quando uno è disponibile l’altro è impegnato, e viceversa”.
Poco male, se no dove va a finire il romanticismo?
Il romanticismo è una bella cosa ma a un certo punto si deve concludere, si no… Comunque diciamo che il loro amore in questa seconda serie è meno platonico.
Alessandra Mastronardi già l’avevamo intervistata poco più di un anno fa. In questo intervalo di tempo è diventata ancora più matura, riflessiva e intelligente. Il successo dei Cesaroni, in onda con la seconda serie dal 1º febbraio, non le ha fatto montare la testa, ma l’ha maturata, quasi in simbiosi con il suo personaggio, Eva Cudicini. “È vero, anche Eva sta crescendo. Ora affronta la vita in modo più adulto, e lo stesso fa con le delusioni d’amore. Vive i momenti di gioia e di tristezza con maggiore intensità“.
Ti assomiglia?
Fino a un certo punto. Lei è molto più riflessiva di me, io sono più istintiva e caciarona.
Seconto te, qual è il segreto del successo dei Cesaroni, e dei personaggi di Marco ed Eva?
Perché è una storia pulita, tra due adolescenti del Duemila che però sono lontani dagli stereotipi che si sono imposti. Siamo ragazzi normali, meno tragici, tormentati, estremizzati di quelli che ci mostra il cinema. Persone semplici che studiano, vivono in famiglia e non passano tutto il giorno a farsi spinelli. E io credo che tanti si siano identificati con noi.
Non c’è anche un aspetto malizioso e un po’ morboso nel fatto che, nella fiction, siate quasi “fratelli”, nel senso che i vostri genitori sono legati da un rapporto sentimentale?
Morboso? Direi di no. Invece un altro dei meriti dei Cesaroni è proprio questo: che mostra una situazione che potrebbe concretamente avvenire nel nuovo mondo fatto di famiglie allargate e rapporti sentimentali più liberi. La fiction piace anche perché affronta questi argomenti senza tabù.
Non è difficile, a 21 anni appena, avere già una vita doppia? Eva sul set, e Alessandra nelal vita…
In effetti, durante le riprese avevo quasi uno sdoppiamento di personalità. Mi capitavo di tornare e stare male per le disavventure amorose che capitavano a Eva… Purtroppo questo è un mestiere in cui è difficile staccare.
E magari è difficile non far confusione con i sentimenti… Non ti sei mai sentita attratta da Matteo Branciamore, che interpreta Marco?
No, per carità, anche se sarebbe piaciuto a tutti che fossimo innamorati anche nella realtà. Ma lui è fidanzatissimo (con Michaela Quattrociocche), ed è meglio che non sorgano equivoci. Per la verità non è neanche il mio tipo. Io mi innamorerei più facilmente del suo personaggio, Marco…
In che senso?
Matteo è un allegrone, per nulla timido, sul set fa sempre il pagliaccio. È un grande amico, abbiamo tanti gusti in comune, ma nulla più. Invece Marco è silenzioso, taciturno, un tenerone, il buono della compagnia. Un vero orsetto.
Allora tu prediligi i ragazzi “orsetti”?
Si, orsetti come Marco, un pochino più machi…

Ma è vero che sei ancora legata a un ragazzo che ti ha lasciato più di un anno fa, perché non aveva accettato la tua popolarità, e questo ti blocca nei rapporti sentimentali?
Sì, è vero. Per molto tempo sono legata a quel ricordo doloroso, e non sono riuscita a staccarmene. Ho avuto una breve relazione con l’attore Eros Galbiati, ma è finita quasi subito. Ora però è passata. Le pene d’amore si sono placate, e mi sento tranquila e rilassata. Del resto, quando non ci sono speranze, bisogna rassegnarsi…
E allora perché non sei ancora fidanzata?
Perché sono diventata più diffidente. Se fai questo lavoro, hai sempre il timore che le persone vogliono conoscerti con qualche secondo fine. Ho più fan, ma molti meno corteggiatori, perché molti ragazzi tendono a fare di tutta l’erba un fascio, e finiscono per convincersi che tutte le donne dello spettacolo abbiamo qualcosa da nascondere.
Cose tipo Vallettopoli?
Sì. Quante volte mi sono sentita dire, con tono malizioso: “Ma tu come ci sei arrivata ai Cesaroni?” All’inizio faceva male, ora me lo faccio scivolare addosso. Certo, questo facilita gli approcci.
È vero che vivi in casa con i genitori? Non ti senti un po’ bambocciona?
Come potrei fare altrimenti? Non guadagno abbastanza per vivere da sola a Roma, con i prezzi che ci sono. Anche se faccio l’attrice, ho il problema di qualsiasi ragazza, che non riesce a pagarsi da sola affitti e bollette. E allora, visto che a casa dei miei c’è una cameretta e un lettino tutto per me, tanto vale approfittarne…
Cosa farai da grande?
L’attrice.
Ma lo fai già…
Arrivarci non è stato difficile. Sarà complicato confermarsi, invece. Ma sono sicura che è questa la mia strada.
Cosa sogni per il tuo futuro?
Essere soddisfatta di me stessa.
Ora non lo sei?
Sì, ma è troppo presto. Il viaggio è ancora lungo. Spero un giorno, dopo aver percoso un lungo tratto di strada, di guardarmi indietro e di completare soddisfatta il tragitto che ho compiuto.
Anna Casale.
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25
gen
201025 gennaio, 2010 alle 21:02
che amore Ale
caruccia ![]()
grazie Karina







